L’antica Grecia era nota per le grosse diatribe interne tra città come Atene e Sparta. Eppure nessun popolo come il loro riuscì a mettere da parte i vari problemi interni per far fronte a nemici comuni come i Persiani. Assieme i popoli greci rispondevano di un’unica patria senza esitare a perire per essa per favorire magari la città storicamente o recentemente avversaria. D’altronde molte città greche condividevano gli stessi Dei, stessi usi e costumi e spesso stesse tradizioni, eppure non di rado, ed anzi spesso, varie città scendevano in guerra l’una contro l’altra in violenti scontri. Ma resta incredibile la loro unione e il loro sentirsi “Greci” dinnanzi a qualunque popolo straniero che li minacciasse di invaderli, e sopratutto delle loro incredibili vittorie contro nemici enormemente più grandi e numerosi.
L’emozionante ricomposizione dell’armatura di un Oplita greco messa in modo da ricreare la sua sagoma in battaglia. Quello che salta subito all’occhio è l’enorme scudo in bronzo (chiamato in greco “Oplon” o “Aspis”) che ci da l’idea di cosa volesse dire combattere, marciare e muoversi con un gigante del genere appresso, non per nulla l’Oplita era infatti il soldato della fanteria pesante dell’esercito. Questa ricostruzione si trova al Museo Archeologico di Atene, ed è emozionante anche solo vederla in foto, chissà dal vivo…

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