L’antica Grecia era nota per le grosse diatribe interne tra città come Atene e Sparta. Eppure nessun popolo come il loro riuscì a mettere da parte i vari problemi interni per far fronte a nemici comuni come i Persiani. Assieme i popoli greci rispondevano di un’unica patria senza esitare a perire per essa per favorire magari la città storicamente o recentemente avversaria. D’altronde molte città greche condividevano gli stessi Dei, stessi usi e costumi e spesso stesse tradizioni, eppure non di rado, ed anzi spesso, varie città scendevano in guerra l’una contro l’altra in violenti scontri. Ma resta incredibile la loro unione e il loro sentirsi “Greci” dinnanzi a qualunque popolo straniero che li minacciasse di invaderli, e sopratutto delle loro incredibili vittorie contro nemici enormemente più grandi e numerosi.
Quando sentiamo il termine "Invasioni Barbariche" ci immaginiamo degli imponenti eserciti barbari che da nord invadono l'Impero Romano devastandolo e ponendo su di esso la parola Fine. Eppure le cose non andarono così; i meccanismi che portarono Roma al collasso furono molteplici e distribuiti su una fascia di tempo assai più lunga e complessa. Ma procediamo con ordine analizzando quale era la situazione dell'Impero Romano all'alba del IV sec d.C, e quali furono le cause che resero il terreno fertile affinché tale fenomeno potesse avvenire. Roma da Marco Aurelio circa in poi non aveva più una stabilità come quella dei tempi più antichi; la situazione politica era spesso delicata e fragile, e per di più gli Imperatori morivano come “mosche” vittime di congiure o malanni (alcuni dei quali sospetti). Molti territori dell’Impero inoltre erano abbandonati e campi, un tempo coltivati, davano ora spazio a rovi e boscaglia. La soluzione che si adottò dal II sec d.C fu que...

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