Le Navi di Nemi furono due navi imperiali attribuite all’Imperatore Caligola, e rinvenute durante l’Italia Fascista nel lago omonimo. Si tentò addirittura nel Rinascimento il recupero dei due relitti, ma senza successo, ed anzi, creando addirittura numerosi danni allo scafo sommerso. Quando durante il periodo Fascista si tento’ l’ennesimo recupero, questi andò finalmente a buon fine e i due relitti furono portati in un museo apposito, ma durante la seconda guerra mondiale un incendio devastò tutto e delle Navi oggi non resta praticamente nulla.Ma i dati riguardanti le due Navi erano davvero sbalorditivi: erano lunghe sui 70 metri e larghe 30 circa, mentre l’ancora intatta in legno misurava 5 metri. Erano navi da cerimonia, e quindi adornate di arredi e decorazioni di gran pregio. Il recupero fornì comunque uno dei contributi più importanti alla conoscenza della tecnica navale romana.
Quando sentiamo il termine "Invasioni Barbariche" ci immaginiamo degli imponenti eserciti barbari che da nord invadono l'Impero Romano devastandolo e ponendo su di esso la parola Fine. Eppure le cose non andarono così; i meccanismi che portarono Roma al collasso furono molteplici e distribuiti su una fascia di tempo assai più lunga e complessa. Ma procediamo con ordine analizzando quale era la situazione dell'Impero Romano all'alba del IV sec d.C, e quali furono le cause che resero il terreno fertile affinché tale fenomeno potesse avvenire. Roma da Marco Aurelio circa in poi non aveva più una stabilità come quella dei tempi più antichi; la situazione politica era spesso delicata e fragile, e per di più gli Imperatori morivano come “mosche” vittime di congiure o malanni (alcuni dei quali sospetti). Molti territori dell’Impero inoltre erano abbandonati e campi, un tempo coltivati, davano ora spazio a rovi e boscaglia. La soluzione che si adottò dal II sec d.C fu que...

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