I Romani si sa, discriminavano fortemente per status sociale, ed è quindi quasi inutile porsi la domanda: ma ci poteva essere amore tra una schiava/o ed il suo padrone?
Eppure la risposta sorprenderà qualcuno, poiché è Si!
Ci sono giunte molte storie di padroni innamorati dei loro schiavi, alcuni addirittura talmente innamorati da dichiararlo apertamente attraverso poesie o epitaffi funebri. Immaginiamo poi che un’altra infinita’ di questo amori “proibiti” ci siano stati ma che siano rimasti reclusi dentro le proprie mura domestiche, sopratutto quelli tra schiavi e padrone donne.
Ma un caso di amore famoso che vi fu tra un padrone e la sua schiava ci viene riportato tramite un sofferto epitaffio funebre, e parla di tale Allia Potestas il cui padrone, Aulo, giura amore eterno:
“Il patrono (Aulo stesso), a cui non sei mai stata strappata dal cuore, piangendo senza tregua, offre in dono a te, che sei morta, questi versi che crede doni graditi ai defunti,
(il patrono) a cui nessuna donna, dopo di te, sembrò degna. (…) Tuttavia, qualunque valore avranno i miei elogi, a lungo vivrai nei miei versetti”.
Ci sono giunte molte storie di padroni innamorati dei loro schiavi, alcuni addirittura talmente innamorati da dichiararlo apertamente attraverso poesie o epitaffi funebri. Immaginiamo poi che un’altra infinita’ di questo amori “proibiti” ci siano stati ma che siano rimasti reclusi dentro le proprie mura domestiche, sopratutto quelli tra schiavi e padrone donne.
Ma un caso di amore famoso che vi fu tra un padrone e la sua schiava ci viene riportato tramite un sofferto epitaffio funebre, e parla di tale Allia Potestas il cui padrone, Aulo, giura amore eterno:
“Il patrono (Aulo stesso), a cui non sei mai stata strappata dal cuore, piangendo senza tregua, offre in dono a te, che sei morta, questi versi che crede doni graditi ai defunti,
(il patrono) a cui nessuna donna, dopo di te, sembrò degna. (…) Tuttavia, qualunque valore avranno i miei elogi, a lungo vivrai nei miei versetti”.

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